Attraverso gli studi condotti fino ad oggi, si può stabilire che tutti coloro che hanno contratto il virus SARS CoV-2 hanno sviluppato delle immunoglobuline che possono proteggere da una eventuale seconda infezione. Questa scoperta ha condotto alla realizzazione dei test sierologici che permettono di stabilire la presenza di anticorpi al virus SARS CoV-2.

E’ bene iniziare distinguendo i test sierologici in:

QUALITATIVI, che permettono di stabilire unicamente se il nostro corpo ha sviluppato o meno degli anticorpi. Sono molto rapidi ed è necessaria solo una goccia di sangue;

QUANTITATIVI servono a conoscere le quantità di anticorpi prodotti. E’ un esame più dettagliato e in quanto tale è necessario il prelievo di sangue e l’analisi richiede generalmente 24 ore.

Come in precedenza accennato, i test sierologici indagano sulla presenza di anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario. Nello specifico gli anticorpi da individuare sono:

IgM che sono prodotti nella fase iniziale. Appaiono intorno al 4°- 6° giorno dal contagio e scompaiono dopo qualche settimana.

IgG sono prodotti al 9°- 12° giorno dal contagio e rimangono molto più a lungo nell’organismo.

Sono questi ultimi ad essere indicativi dell’immunità. Ma in merito alla durata dell’immunità ci sono ancora tantissime perplessità e risposte non del tutto certe.

Ad oggi si può affermare con certezza che l’immunità non dura tutta la vita come per le malattie esantematiche. La sua validità è solo momentanea e per questa ragione non esclude a priori la possibilità di ricontrarre il virus qualora dovesse presentarsi un’altra ondata di contagi.

Il Tampone naso-faringeo è in assoluto l’esame più importante, nonché unico strumento per la diagnosi della malattia. I test sierologici servono nella parte prognostica e a livello epidemiologico. In altre parole, sono importanti e necessari per capire come si comporta il virus.

Per questa ragione, la prassi per una diagnosi corretta, prevede un tampone alla comparsa dei sintomi e doppio tampone per decretare con assoluta certezza il termine della malattia. Solo successivamente è bene sottoporsi al test sierologico per studiare e analizzare il comportamento del virus nel nostro corpo.

 

 

 

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